20/02/15

#TheHijabProject_03: La certezza di trattare argomenti fastidiosi


Buon venerdì a tutti e ben ritrovati tra queste pagine virtuali.
Sono in ritardo con la pubblicazione dell'articolo di questa settimana.
Sono le 21.20 di giovedì sera e io sono ancora un po' confusa su quello che andrò a pubblicare domani. Mancano ancora diverse ore prima delle 12 di venerdì, ora stabilita per la pubblicazione di questo post.

Le scorse volte ero già sul pezzo dal week end precedente ma questa settimana è stata piuttosto dura. Ci sono momenti in cui mi faccio prendere dallo sconforto e penso di buttare all'aria lavoro prezioso che ho fatto.
Sarà che non ricevo abbastanza soddisfazioni sul posto di lavoro, sarà che ho bisogno di approvazioni per sentire che l'impegno che metto serve a qualcosa, saranno tante cose, ma questa settimana sono davvero, davvero, molto abbattuta.

Spesso però mi dimentico che le cose che propongo e che faccio, le faccio in primis per me stessa e non devo abbattermi se non ricevo il riscontro sperato.
Non ho un blog di moda, non parlo di cose stupide e inutili come vanno tanto oggi, perchè ammettiamolo, parlare di futilità piace a tutti.
Se avessi deciso di spacciarmi per fashion blogger (e vi assicuro che in fatto di moda avrei dato la merda a tanta gente) probabilmente avrei avuto migliaia di followers in pochissimo tempo. Ma per mia sfortuna decido sempre di affrontare argomenti che danno un pò fastidio e, cosa peggiore, la gente è coerente come uno studente che va in manifestazione. Il giorno prima è per l'integrazione il giorno dopo è integralista (cit.)

Grazie al cielo però arriva qualcuno che usa le parole giuste e mi fa ragionare.
Mi ero ripromessa che non avrei dato vita a questa rubrica per scatenare chissà quale interesse quindi sarò lieta di accogliere gli occhi interessati di chi leggerà le mie righe.

Non mi aspettavo di ricevere chissà quante condivisioni o commenti ma speravo, per lo meno, di ricevere dei riscontri (positivi e negativi) da chi ha contribuito alla realizzazione delle scorse pubblicazioni. Purtroppo la lettura non fa per tutti e purtroppo l'interesse della gente è troppo incline ad affievolirsi facilmente.
Se qualcuno mi avesse interpellato per sapere qualcosa di me, delle mie scelte e decisioni per scriverne un articolo,avrei aspettato con gioia di vedere pubblicate le mie parole.

E nel frattempo, mentre l'entusiasmo cala, ciliegina sulla torta, mi invitano ad una pagina facebook che propone di condividere con le altre "sorelle" la propria decisione di indossare il hijab.
Questa pagina mi ha fatto riflettere.
Ho pensato essere troppo semplice trattare di un argomento insieme a persone che condividono la stessa esperienza senza aprire dibattiti o confrontarsi con chi, invece, del velo non sa nulla.

Ma poco importa. Sono sempre stata quella delle cause perse.
Quella che quando portava una stomia infastidiva con il suo cinismo. Quella che cercava di spiegare che la vita continua anche con un buco sulla pancia.
Ma alla gente questo non piace. Alla gente piace lamentarsi, piace non cambiare la propria situazione. E questa settimana purtroppo mi sento così. Mi sento frustrata e infastidita e mi sento ridicola. Sento di aver buttato via del tempo, perchè prima di concretizzare #TheHijabProject in una rubrica ho passato mesi a studiare,capire,
chiedermi cosa ne potessi fare di tutta la mia passione.

Ma non mi fermerò qui.
Questa settimana va così, tra un pò di delusione e un pò di stanchezza, ma quella si sà, ogni tanto arriva e ti stravolge. E' un periodaccio. Passerà.

Auguro a tutti buon week end mentre io mi auguro di ricaricarmi di energia e positività.

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