06/07/16

Non Ci Avrete Mai - Chaimaa Faithi

Sabato sono stata a Verona per incontrare Silvia, una ragazza che ho importunato su Facebook circa un anno fa (strano, io non importuno mai nessuno) perché aveva pubblicato un selfie sulla pagina della scuola del Cairo che avevo appena scoperto e deciso di frequentare. Mentre aspettavo in stazione mi sono ritrovata alla Feltrinelli. Non sono una grande lettrice, anzi. Mi addormento veramente in pochissimo tempo e faccio fatica a stare al passo col racconto, ma sotto gli occhi è apparso il libro di Chaimaa Faithi "NON CI AVRETE MAI" e ho pensato potesse essere una buona compagnia durante l'attesa e per il viaggio di ritorno.
Mentre leggevo le prime pagine sono tornata indietro al 5 ottobre di due anni fa.....

Quella sera ero a cena all' Old Wild West di Bicocca con Sara.
Quel giorno lo ricordo bene per diversi motivi. Uscii bionda dal parrucchiere (bah) andai all' OOW con la mia amica e poi insieme festeggiammo il mio compleanno al Mawal di Milano, un locale egiziano dal quale esci con i timpani perforati e un tasso alcolico piuttosto elevato.

Quella stessa sera però incontrai al Bicocca Village un gruppo di hiajbis mentre facevano merenda al bar di fianco al nostro ristorante. 
Essendo ristoranti di un centro commerciale, i locali di ristoro sono uno accanto all'altro separati da dei divisori brandizzati. Nel nostro caso a dividerci c'era una staccionata in finto legno.
Lo ricordo bene quel giorno perché finalmente mi trovavo davanti a delle ragazze alle quali avrei potuto chiedere ciò che mi premeva sapere. Sono sempre stata una grande curiosa.
Nè per pettegolezzi né per scopi intellettuali.
Mi piace sapere..o meglio, mi piacerebbe saperne di più.

Mi avvicinai a loro con aria imbarazzata ma anche sicura, perché quando mi metto in testa qualcosa cerco di ottenerlo ad ogni costo. Non volevo spaventarle, né sembrare una stalker. Ma dentro di me pensavo fosse anche interessante per loro trovarsi qualcuno interessato a sapere qualcosa sul loro conto.
Si dicono cosi tante cose sui musulmani, sulle donne, sul velo, sulle imposizioni, sui doveri ecc e cosi poco su quello che sono realmente che per me non c'era davvero nulla di male nel fermarle e chiedere loro qualche parere.

Cominciò cosi il mio #TheHijabProject. Con lentezza, un po' di sofferenza, tanti messaggi,poche risposte ma tutte ben chiare. 

A me non interessa smascherare nessuno, non interessa giudicare. Ognuno è libero di fare ciò che vuole nella vita e io questo l'ho imparato col tempo e gli errori.

A me piace il confronto. Viviamo in un mondo pieno di persone diverse, di culture, religioni, interessi che spesso ce ne dimentichiamo. Da quando abbiamo tutti questi mezzi di comunicazione (instagram, Facebook, twitter) seguiamo solo chi ci interessa e nonostante ci sia la possibilità di scoprire tutto ad un palmo della nostra mano non riusciamo proprio a guardare oltre.

Ho conosciuto tante ragazze in quel periodo, la maggior parte attraverso Facebook.
Alcune di loro mi sono rimaste nel cuore, alcune sono diventate anche amiche. O. ad esempio fa la fotografa. E' una ragazza marocchina di 22 anni ed è la ragazza che più mi ha colpito. 
E' indipendente, emancipata, sa quello che vuole, sa come ottenerlo. Con tutte le debolezze e fragilità che una ragazza di 22 anni che vive da sola, lavora e studia può avere. Ma ha anche tanto coraggio e una gran testa. Ecco. Se penso alla lista di ragazze che ho contattato e alle miriadi di cose che mi sono state dette anche un po' a cantilena, lei mi ha realmente aperto gli occhi su un Islam totalmente diverso. Si, non nascondiamoci dietro un dito. I matrimoni combinati esistono ancora, molte ragazze indossano il velo per compiacere i genitori, alcune vivono nell'haram (proibito) nonostante si nascondano sotto il hijab...ma queste cose esistono da sempre e sempre esisteranno. A me premeva soprattutto sapere che oltre il velo, oltre la fede, oltre quello che sono le islamiche di seconda generazione, ci sono ragazze moderne, che sanno come equilibrare il loro lato occidentale con quello della loro patria d'origine. (che sia Marocco, Siria, Egitto, Algeria, Tunisia...) e che tante, tantissime di loro (vorrei poter dire tutte) inseguono dei sogni. Si, il matrimonio, i figli, una bella famiglia, quello è chiaro, ma chi tra noi non ha mai sognato una cosa del genere? Io stessa premo per avere tutto questo.

Il libro di Chaimaa mi ha fatto tornare in mente tutte quelle ragazze alle quali ho scritto per avere delle risposte. Per capirle, per poterle comprendere meglio, per mettermi nei loro panni.

Credo che molti di noi debbano leggere libri che parlano di confronto. E' necessario confrontarsi affinché ci si capisca e ci si rispetti..Spero di tornare dal mio viaggio con qualcosa in più. Sono sicura che mi arrabbierò tante volte, detesterò l'idea di essere partita, odierò tutti per un breve periodo, ma sono anche sicura che tornerò carica, piena di idee e soprattutto propositiva. Perché oggi mi sento vuota, spenta e incapace di prendere decisioni.

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