21/06/17

Who Am I?

Ok I am doing it. My first post in english. 
Please, be patient with me since this is the first time I am trying to do something like this.  Writing a post on a blog is far from doing it on Facebook or instagram but I think that it's time to do it. O_O Definitely.

I want to introduce myself for all those who know me from Instagram or web but they don't really know who I am or what I do, since I used to write all my stuff in italian.

I am Sabrina, but my friends call me Sabu.
I use Sabu as a nickname since my japanese pen-friends called me Saburina when I was 16, so I still use it since I can't pronunce "R" and Sabu doesn't need any R :)

I am based in Milan, city where I was born in the far away 1987 and where I spend most of my life. 
I like describing myself as a creative visionary misunderstood girl.
At age of 13 I told my mom I wanted to be "unusual".
In italian we translate it as "alternative" but I think that in english it might be better translate it as unconventional - unusual or offbeat .
By the way, I kept the promise. I did it.

After almost 14 years later, I can say I grew up as an unusual person. 
What "Alternative" real means I don't know. What I know is that it has been bit hard for me to find my place in this world especially during high school, but even after wasn't so easy.
You know, sometimes it is just difficult to let people understand us especially if we wear different and think different.
Think different is literally the worst thing ever happened to me but also the best one.
I thank God and my parents everyday for being so different.
People always look at you with diffidence, they ask you several times billion stupid requests.
"Why do you wear like this?" - "Why do you need to be different" - "Why you wear black?"
This happened when I used to be a "Goth" (better defined as a Tim Burton creature) during high school. But nothing has changed once I started to wear colors.
Too much coloured, too much accessoried, too much extreme, too much eccentric.
Yes, as you are too much boring. Mh?

I am not that kind of creative person born after "trends" or fashion icons.
There are a lot of fakes in this world and unfortunately people tend to admire them instead of thinking with their head, and once you try to create something different or innovative, if people don't have their icon to follow they don't trust in our potentiality.

I think I have a good look but i am not a fashionista.
I am creative but not that kind of creative which includes perfection.
I am far away from perfection. I love order but i am really messy in my art.
I love cleaning, but I don't mind if I dirt my hands.
My job title says I am a Senior Designer but after all I am just a visionary misunderstood :) as per said before.

I started to work as an illustrator after my graduation at IED in Milan, where I graduated in illustration specialised in children's books.
After six months, thanks God, I started my first internship by an italian company called Nortons where I learnt to draw kids clothing. I started with graphics for the collections and I finished my internship that I knew how to do more or less all that I needed to continue with my legs. Unfortunately it wasn't the best time to assume people and I had to leave. Not bad, I finished at the end of September and I joined in Sanrio (better known for Hello Kitty and Sanrio Characters) at the end of October. It was 2010.

2011 has been such incredible and everything has changed. My life, my points of view, my hope, the way I used to think. E V E R Y T H I N G.
It is true that we have to live the moment, because today we are here but tomorrow, maybe, we won't be here again.
I faced with an important surgery, i got an ostomy and my body changed drammatically. 
I lost 20kg in few months, I lost my hair, I knew anorexya and we've been friends for a while.
In 2013 I came back to my life but the life I knew before the surgery was completely different because I WAS different.
My mind was different, my body was, my hair, even my friends.
So, it was born Sabu 2.0 for the second time :)


My passions are :

  • Coloring my life, literally. It doesn't matter if on walls at home, on my clothing or on nails
  • Illustrate 
  • Dirt my hands with glue, acrylics, and whatever I use to give a new life to something old or paper creations.
  • Travel especially to warm Countries 
  • Learn arabic and islamic culture
  • Think postive
  • Sea side and relax <3
  • Take care of myself
  • Dislike haters and all that people who always try to bring you down.
Maybe next post I can start to talk about my Hijabi project since in Italy it doesn't really make sense. Not for me. But my idea is to create a new opportunity in an arabic country where I can apply my idea of fashion and muslim taste in the right place!
Maybe even UK might be good...better than Italy for sure.

19/06/17

I am a marmaid



Nuova illustrazione a collage, un pò fotografico un pò illustrato.
Sono diventata una bella sirenetta...dai capelli color arcobaleno!
Mi mancava illustrare, ultimamente ho ripreso parecchio mano con photoshop e mi sto sbizzarrendo a fare un pò di tutto. Da oltre oceano comincio a ricevere parecchi ordini e sono davvero felice dell'interesse che stanno suscitando i gioielli Chic&Rude.
Ora, non parlo di grandi numeri ma...di quei numeri che nel quotidiano fanno la differenza!
Sono state settimane dure queste ultime, ma sento ormai aria d'estate e anche se le ferie sono previste per ottobre non vedo l'ora di cominciare i miei solitari week end in piscina, da sola con me stessa.
Ieri ho passato l'intera domenica a dormire, non mi sembrava vero non fare niente. Ma ogni tanto ci vuole...Vi saluto, nel frattempo vi auguro una buonissima settimana <3 

30/05/17

LaLaGirls


La gente è maleducata e non se ne preoccupa. Pensiamo sempre al singolo, a noi stessi, ce ne sbattiamo altamente degli altri. Spesso li ascoltiamo con sufficienza e altre volte fingiamo addirittura di ascoltare. Un pò mi sono stancata, vorrei andare in ferie,allontanarmi da tutto e da tutti e non sentire più le lamentele di nessuno.
Vorrei prendere in mano la mia vita a distanza di sicurezza. Quella distanza che mi serve per non ammalarmi più, per non metabolizzare sulla mia povera pancia tutta la rabbia che covo ormai da troppo tempo perchè l'ultimo anno ho buttato giù tante delusioni, tante situazioni che in un modo o nell'altro ho dovuto accettare nonostante non mi andasse di farlo. Quando ti muore un amico muore anche una parte di te e anche se non stai a parlarne ogni giorno (perchè la gente teme sempre che tu possa scoppiare a piangere o semplicemente a dare fastidio) dentro di te un pezzo si è logorato e non potrà più colmarlo niente e nessuno. Quando un amore finisce o ti senti ferito, quando vorresti solo che il mondo si concentrasse sui problemi veri e reali e non su quelli che ci inventiamo ogni giorno per tenerci occupati. Insomma, è già da diversi post che esprimo il mio malessere e la mia totale mancanza di voglia nel fare qualsiasi cosa ma dentro di me fremo perchè ho bisogno di creare qualcosa che sia nuovo, fresco, vivace e soprattutto che possa piacere a me e non necessariamente solo agli altri.
Disegno sempre per gli altri, creo sempre per gli altri, in un modo o nell'altro devo sempre scendere a compromessi (questo è un pò il lato oscuro del creativo che in un modo o nell'altro deve sempre mettere da parte il proprio orgoglio e accettare i cambiamenti che gli vengono imposti da chi, come ho già detto in precedenza, a volte non sa nemmeno cosa sta chiedendo).

Ieri durante un raptus creativo ho dato luce a questa donzella velata con una chiara boccuccia a culo di gallina, che culo di gallina non vuole essere. In arabo La (لا, la forma della boccuccia della mia nuova donzella) significa NO e visto che sono una di quelle persone che difficilmente riesce a tenere la bocca chiusa quando sente la necessità di farsi sentire,ho pensato di creare qualcosa che potesse dare il via all'esprimere il proprio parere laddove necessario! 
Considerando che nell'ultimo periodo ho passato la maggior parte del tempo a lamentarmi e ad essere artisticamente inutile,sento di dovermi ritenere soddisfatta per aver dato vita a queste nuove illustrazioncine. La bocca della nuova eletta ha il simbolo di لا pronta a dare la sua opinione. LaLaGirls magari si evolveranno, magari no...magari mi inventerò qualcosa di nuovo a breve. Vedremo. Nel frattempo vi lascio con un banner e un pattern e tanti fiorellini <3
Essere positiva mi aiuta ad affrontare la vita in generale.
Essere positiva mi aiuta a non mollare.
Non mollare. Decisamente mai.
Continuerò imperterrita ad assillarvi e ammorbarvi con le mie menate, i miei post, le mie donzelle velate,le mie opinioni e tutto ciò che fa parte del mio coloratissimo mondo rude.

29/05/17

#UnSaccoDaRaccontare





Sabato a Bologna abbiamo presentato la campagna di sensibilizzazione organizzata da Fais Onlus e da un'idea di Alice Demontis #UnSaccoDaRaccontare
Avere a che fare con una stomia non è facile ma ce la si può fare. 
l link riportato con l'hashtag è di un articolo che LaRepubblica ha pubblicato qualche giorno fa mentre qui in alto troverete il video al quale ho partecipato con orgoglio e una nota di vergogna.


Mettersi davanti ad una telecamera e parlare mostrando le proprie cicatrici non è facile. Non è il contesto di una spiaggia o di una piscina dove facilmente ci si rilassa e si trovano persone con le stesse problematiche fisiche. La telecamera non perdona e nemmeno l'obbiettivo :D ahhaha
E' stata comunque un'esperienza importante che ho fatto con piacere soprattutto per dare testimonianza del mio passato e dei mille motivi che ci portano a cercare conforto da chi ha passato o sta passando il nostro stesso disagio.
Invito tutti quanti ad informarsi perché gli stomizzati sono in aumento e l'informazione sempre troppo poca. E' importante sapere che NON tocca solo la popolazione anziana, non tocca solo persone over 65 ma potrebbe toccare a tutti coloro che hanno malattie croniche intestinali come Rettocolite ulcerosa e morbo di crohn. Malattie subdole che implicano non pochi disagi. Sosteniamoci tutti quanti, il sostegno non costa niente e anche un pò di conoscenza in più non fa mai male. 
Per oggi non vi tedio più.....buon ascolto.


22/05/17

Rivelazioni.


Cos'è che sbaglio!? Dove sbaglio soprattutto?
E' un mondo che va al contrario. Mi pulsa la testa. Ho davvero troppe cose da dire.
Mi servirebbe in primis una vacanza. Lunga, lontana da tutti. 
Durante la quale spegnerei il telefono e mi annullerei per chiunque,nessuno escluso.
Mi riguarderei di avvisare amici e famiglia tramite un piccione viaggiatore e poi di nuovo silenzio.
Non vorrei neanche sentire le loro risposte, comincerebbero già a fare domande e io non avrei voglia di rispondere.
Quante volte avrete letto tra queste pagine che sono stanca, che sono stufa, che ho carenza di ispirazione? Si una marea, del resto questo blog è attivo dal 2008, tanta acqua è passata sotto i ponti.
Se non mi ritrovassi in qualcosa di diverso ogni volta (ogni giorno) la mia vita andrebbe liscia come l'olio. invece no. Ogni giorno scopro di voler fare qualcosa di diverso o di nuovo e questo è troppo complicato.
Ieri però, in un momento di sconforto mai avuto nella vita (ebbene si sto vedendo il fondo e questo significa che è quasi ora di risalire) ho preso una decisione importantissima.
Mi piace darmi delle scadenze che OVVIAMENTE rispetto con tempistiche un pochino variate rispetto a quelle che mi ero prefissata PERO' ci arrivo sempre.
Con la solita lentezza che mi contraddistingue.


"Se la montagna non viene a Maometto
allora Maometto va alla montagna

Ciò che più mi rende irrequieta è il fatto di non capire dove io sbagli.
Ho sempre pensato (o forse ho esagerato e mi sono sopravvalutata) di essere una persona creativa ma sempre incompresa, in qualche modo.
Non mi sono mai sentita apprezzata in pieno nonostante ci fossero sempre persone pronte a sostenermi e i 900 followers che conta la mia pagina Facebook ne sono un esempio (colgo l'occasione per ringraziarvi di cuore).
Ma qualcosa mi dice che sto sbagliando in qualcosa. Quando lo scoprirò ve lo dirò, nel frattempo vi lascio con una nuova illustrazione partorita qualche giorno fa. Si chiama: "Revelation". Buon lunedì a tutti.

18/05/17

Repressi vs Decisi

Negli anni ho imparato ad essere più morbida.
Sono sempre stata una persona ipercritica finché non mi sono trovata nelle condizioni di capire che il mondo è vario. E' avariato e siamo tutti colpevoli. Nessuno escluso.
Trovo negli errori morali tanta dolcezza.

Ci troviamo a ferire (magari inconsciamente o volutamente o semplicemente senza troppe remore) persone che amiamo ma che non siamo più in grado di amare come pensavamo avremmo fatto in eterno,perchè nulla è eterno.

Ci sono persone colpevoli di aver amato incondizionatamente due entità allo stesso momento. Possiamo davvero colpevolizzarle senza aver mai provato a vivere quella sensazione?!
C'è chi è in grado di dire ai propri amici tutto. Tutto tranne certi dettagli perchè troppo impaurito del giudizio altrui. Possiamo realmente giudicare queste persone?! Abbiamo mai provato a sentire le stesse paure?!
Forse si, ma è proprio la diversità che ci segna alla base che ci rende tutti unici, diversi e speciali a modo nostro.

Sono arrivata alla pace dei sensi quando ho smesso di lamentarmi di qualsiasi cosa.
O meglio. Continuo a lamentarmi perché è la mia natura, ma mi lamento soprattutto quando trovo ostilità da parte degli altri.
Mi spiego meglio.
Non sono interessata tanto agli atteggiamenti degli altri, quanto all'indole che mi separa da tante persone e sono arrivata a dividere il mondo in due categorie.
C'è la categoria dei repressi (che a sua volta si divide in mille altre subcategorie) e quella dei decisi , anch'essa divisibile in mille altre categorie.

Le persone represse sono quelle che vivono di invidia.

Quelle che notano qualsiasi dettaglio dell'altro giudicandolo in malo modo come se nessuno sia in grado di raggiungere la perfezione di questi esseri (repressi).
Il represso si lamenta costantemente di tutto. Il represso detesta tutto ma non fa niente per cambiare la sua condizione. 
Qualsiasi cosa accada al represso è un imprevisto insormontabile.
Tutto diventa difficile. Il represso però, come ho già detto, non fa nulla per cambiare la propria condizione e quando si trova in gruppo fa parte di quella percentuale che urla il suo disaccordo e poi al momento di agire si nasconde dietro al proprio indice.

Poi ci sono i decisi che sanno quello che vogliono ma spesso non hanno la possibilità di ottenerlo. I decisi si lamentano tanto quanto i repressi (diciamocelo gente, raramente troveremo qualcuno in grado di non lamentarsi) ma si lamentano specialmente per due motivi: 


  • il primo è che odiano i leccaculo che la maggior parte delle volte sono gli stessi repressi che si piegano a 90
  • il secondo è che odiano coloro che quando si deve passare ai fatti stanno fermi. O stanno fermi in generale.

Perché esprimere un proprio parere di tanto in tanto, aiuta l'umanità intera.
La passività continua ci porta ad essere un branco di trogloditi che, mi dispiace sottolinearlo, sono anche la causa dei disastri mondiali ai quali stiamo assistendo passivamente...
Continuo ad essere sempre molto polemica ma non faccio parte della categoria : make up, né della categoria #ILOVEFEDEZ...sono fuori moda.

Tra l'altro, ultima riflessione post giornata da dimenticare di ieri, mi sono resa conto di essere una fallita. O meglio, una ipotetica fallita.

Buone idee ma sempre troppo incomprese.
Buone intenzioni ma sempre placate da qualcosa o qualcuno.
Mille cv spediti in giro ma siamo punto e a capo.
Troppa esperienza, troppo costosa, troppa poca conoscenza in uno specifico programma....insomma, siamo sempre inadatti.
Io mi sento sempre inadatta ma nel complesso, vi dico la verità, mi vado bene cosi.
Vorrei solo potermi sentire realizzata un giorno alla faccia di tutti quelli che giudicano *_*

Pace.

21/04/17

IL LAVORO . . .IN ITALIA.




Mi rendo conto risultare sempre molto polemica, ma in questi giorni ho realizzato che il problema del lavoro in Italia è davvero imbarazzante. 
Mi chiedo e mi domando perchè sia sempre necessario far credere ad una persona in cerca di lavoro che gli si stia facendo un favore offrendogli un dito nell'occhio e un calcio nel sedere. Sembra sempre che alle aziende sia tutto dovuto. Sia dovuto accettare uno stipendio da fame, sia dovuto tenere la testa bassa e farsi andare bene tutto perché il periodo LO RICHIEDE, sia dovuto fare ore e ore di straordinari non pagati.
Si, ripeto, stipendio da fame. Perchè 1100€ ad oggi, in una città come Milano, non ti bastano neanche per sentirti adulto. Perchè 1000€ oggi sono briciole e noi ci siamo stufati di farci andare bene tutto. 
Ringrazio a volte chi non demorde e cerca assiduamente un lavoro che gli aggrada finché non lo trova. Ma quanti di noi, voi ce la fanno?! Spesso l'unica strada è farsi andare bene sempre tutto. Dalle teste di cazzo che innondano le nostre vite, fastidiose come quella pioggerella a spruzzi che vuole solo innervosirti o gonfiarti i capelli, ai colleghi che ti vomitano addosso il loro mal di vita, ai problemi - a volte semplici - che vengono ingigantiti, per arrivare infine al succo del discorso: L'insoddisfazione.

L'ho già detto che sono polemica?! Si lo sono, ma se non lo fossi non mi potrei contraddistinguere dal resto dei miei amici, più moderati e sereni.

Lavorare male e, lavorare in un ambiente poco consono ad una vita serena, porta al malcontento collettivo. Siamo tutti scontenti, depressi, svogliati.
Chi è già portato ad essere depresso vomita addosso al prossimo il proprio malcontento, rendendo isteriche quelle persone che cercano il lato positivo nella melma totale.
Ma oggi non ho voglia di parlare di chi rovina la vita altrui trovando una *maiunagioia* in ogni dove.
Non abbiamo voglia né stimoli per lavorare. Stimoli per cosa? Per 1100€ sudati?
Sento di persone che se cambiano lavoro non si abbassano ad accettare stipendi "ridicoli" a 2500€ perchè abituati troppo bene. Si è meraviglioso, anche io vorrei farlo, ma farei notare a quelle persone che chi ha studiato design o ha deciso di intraprendere una carriera che non è quella del marketing manager o del fashion artist lecca-culo che anche noi, se volessimo cambiare lavoro, vorremmo avere l'opportunità di trovare qualcosa di onesto e dignitoso e non andare alla ricerca di un lavoro qualsiasi per riuscire a crescere. Crescere in tutti i senti. 
Parliamo tanto di mammoni, di italiani che non escono di casa. Si è vero anche questo, ci piace la pasta della mamma, ci piace essere coccolati dalle nonne. Ma è anche perchè abbiamo spesso un lavoro di merda e uno stipendio da fame che non possiamo uscire di casa a 24 anni o a 18 come fanno in Germania, che dicono dicono ma intanto hanno mille agevolazioni in piu di noi.
Sempre tutti bravi a parlare a dire: SE NON TI PIACE IL TUO LAVORO E' GIUSTO CAMBIARLO! Si, se in cambio devo fare la fame o tornare a chiedere i soldi ai miei genitori a 30 anni allora posso continuare a fare quello che non mi piace fare.

Per chi cercasse un lavoro da designer, grafico o qualsiasi altro campo artistico le richieste sono:

MINIMO : 2 ANNI DI ESPERIENZA 
MASSIMO : 6 ANNI <--- WTF?
CONTRATTO A TEMPO: Determinato / collaborazione / progetto / Stagista (il contratto di stagista è il mio preferito)

Non sto facendo un post autocelebrativo, né sto dicendo di guadagnare 1100€ ma vorrei parlare per tutti quelli che come me, come noi, stanno cercando di crescere ma sembrerebbe ormai troppo tardi.
Se quando inizi sei lo zerbino del mondo e devi fare - giustamente - la tua gavetta, a 30 anni, quando hai raggiunto una certa maturità lavorativa, vorresti avere la possibilità di fare quel salto di qualità che ad oggi resta un salto nel vuoto.

Accontentarsi is the new black.

E noi ancora che diamo la possibilità alle "influecer" di inventarsi questo lavoro che NON ESISTE, guadagnare soldi perchè ci dicono cosa indossare....
Allah, salvaci....

29/03/17

Notebook personalizzabili. . . .per colpa di una distrazione

Buonciao a tutti! Settimana scorsa avevo fatto un ordine di 50 notebook.
Mi ero occupata della grafica della copertina, del retro, delle pagine interne....insomma, ci avevo messo anima e corpo...ma poi i quaderni sono arrivati tutti sbagliati.
Errore poi rimediato ma, che farsene di 50 notebook dalle pagine bianche e le copertine anonime? Be' ho pensato di creare un diversivo e riutilizzarli. Mi rendo conto che il mio pubblico è sopratutto quello delle giovani musulmane italiane ma se qualcuno fosse interessato a qualche copertina meno "di nicchia" c'è scelta anche per voi :)


Ci sono otto proposte, tutte diverse.
La copertina verrà personalizzata con una di queste stampe e impreziosita da una cornice dorata realizzata con foglia d'oro. Sul retro del notebook è anche prevista una tasca nascosta con lo stesso pattern del retro del notebook, dove si possono nascondere lettere d'amore :)

 Mi rendo conto che la qualità "tipo"grafica non sarà la stessa dei notebook stampati da dei professionisti (nel prossimo post vi presenterò anche i quaderni nuovi) ma mi piace pensare che le cose possano essere riutilizzate in qualche modo...anche se mi ero ripromessa di non buttare via ancora altri soldi :)
Per oggi è tutto!! non vedo l'ora che arrivi la prima maglietta stampata. Quelle saranno bellissime, già lo so!! E spero che piacciano anche a voi come piacciono a me :)


14/03/17

Novità del mese


Stanno arrivando. Notebook personalizzati in pieno stile arabeggiante Chic&Rude.
Adoro
Non vedo l'ora di metterli nello shop online. Oltretutto devo anche pensare di risistemarlo
tutto visto che sto cambiando un po' rotta.

Che dite? Funzionano? Lo usereste per scriverci i vostri desideri e sogni?! Io spero proprio di si. E mentre penso alle grafiche da dedicare a quaderni, cover di iPhone e magliette, faccio un bel business plan. Per la prima volta nella mia vita. 
Sii, sono sempre stata un pò troppo approssimativa, mi sono sempre distratta dietro mille cose ma adesso - forse grazie anche all'avvicinarsi dei fantastici 30 - mi sto organizzando come una vera professionista.
Sono davvero super esaltata. Lo so che il mio ultimo post vi ha sconvolto ma non detesto il mio lavoro da creativa, detesto la gente che lo rovina. E' ben diverso :)


08/03/17

Il lavoro del creativo fa schifo.


Quando dico alle persone cosa faccio nella vita la loro prima reazione è quella di stupore ed euforia: " AH, SEI UNA CREATIVA QUINDI. CHE BELLO!"
Si, sono una creativa, ma di bello non c'è nulla.
Essere creativi, ad oggi, nella maggior parte delle aziende italiane - non parlo dell'Europa perchè a quanto pare il lavoro del creativo è nettamente più considerato -, il nostro lavoro è considerato come quello dello sguattero che lava i piatti.
TUTTO IL RISPETTO PER I LAVAPIATTI, è capitato anche a me di fare la lavapiatti, ma i miei genitori hanno investito una considerevole somma di denaro che ANCORA OGGI stanno pagando a rate per avermi mandato in un "rinomato" istituto di design a Milano.

Spesso mi capita di creare qualcosa sulle idee di qualcun altro e la maggior parte delle volte il risultato è sgradevole ai miei occhi. Sgradevole perché di mio, di me, del mio talento, non c'è proprio nulla.
Ora, chissà quanti di voi, che fanno il mio stesso lavoro, soffrono di questa mancanza di comprensione da parte dei colleghi, da parte del mondo in generale, che non percepisce la frustrazione di chi è diventato solo ed esclusivamente una mano.
Una mano. Una cazzo di mano che segue le indicazioni di chi, questo lavoro, non lo sa neanche fare.
Mi hanno sempre insegnato che il lavoro manuale ha un valore, che il lavoro creativo bisogna valorizzarlo, bisogna farsi pagare nel modo corretto, bisogna far si che il nostro lavoro venga considerato tale. Un lavoro. Nè più né meno di qualsiasi altro lavoro e non un gioco. Perchè noi non giochiamo con i colori, noi non ci divertiamo a disegnare quello che voi ci chiedete, non ci interessa nemmeno farlo.
Quando ci viene detto: "va bè, è un lavoro da 5 minuti" se permettete, questo lo decideremo noi, se è un lavoro da cinque o mille minuti.
Sta a noi dire quanto ci metteremo, sta a noi decidere se quella vostra idea è fattibile o no. 
E soprattutto, sta a noi, ogni tanto, dare delle priorità. Ma nelle aziende italiane delle nostre priorità non frega a nessuno, quindi, in fin dei conti, questo post è inutile.

E' una settimana che non riesco a fare a meno di sentirmi avvilita e molto demoralizzata. Non ho più voglia di lavorare, non ho più voglia di alzarmi al mattino. Io, che di norma mi alzavo tra le 6.30 e le 7 e percorrevo a piedi quasi 5 km ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro...ma ad oggi non mi interessa più investire quel tempo a camminare. Il tempo ho deciso di investirlo nel sonno e ai miei sogni. Che sono sempre grandi. Sono sempre troppo impetuosi. Forse sognare è quasi una condanna per me. Perché tutto ciò che desidero lo voglio. E cerco di ottenerlo.....e questo richiede tempo ed energie e le energie, ormai, le sto esaurendo. Le sto esaurendo anche perché l'insoddisfazione altrui, quell'insoddisfazione che in generale le persone tendono a vomitarti addosso ogni sacrosanto giorno, mi sta soffocando. Sono stufa delle mancate gioie di chi non sa rallegrarsi per niente. Sono veramente stufa di chi ha sempre bisogno dell'aiutino per andare avanti, della pacca sulla spalla, del consiglio, della parola giusta, dell'abbraccio, del sostegno morale, del messaggio vocale da 140 minuti, del messaggio da 90 pagine....
Si. Sono molto molto s t a n c a da tutti voi. 
Trovate le vostre gioie e andate a correre nei prati senza rompere le palle a chi pensa positivo. NONOSTANTE TUTTO.

01/02/17

Cultura Araba

Ebbene si! Di nuovo!
Ho ripreso la mia strada, quella che avevo intrapreso tempo fa ma che non ho proseguito. Volutamente. Fino ad oggi.

Ho ripescato dal calderone grafiche cominciate nel 2014.
E' difficile sapete stare al passo coi tempi, cercare di piacere a tutti, cercare di attirare la vostra attenzione. Specie per me, che non me ne è mai fregato niente del parere altrui.
Non mi interessa ciò che va di moda, ve lo dico sinceramente. Se cosi fosse avrei proseguito nel fare illustrazioni uguali a quelle che vendono, spaccano e piacciono al pubblico.





Avrei proseguito con gioielli più "banali", avrei proseguito con le cose che piacciono ma non ci riesco.

Oggi però ho una consapevolezza diversa rispetto a quando ho cominciato, rispetto a quando, nel gennaio del 2014, pubblicai il primo articolo di #TheHijabProject.

Negli ultimi due anni ho avuto modo di parlare, scoprire, confrontarmi, capire, toccare con mano, vivere e decifrare cose che prima avevo solo visto superficialmente. Oggi voglio cominciare a fare la mia propaganda AgainstThePhobia. Perché?

Perché mi interessa. Ci deve essere necessariamente un motivo per cui spingere un proprio interesse affinché la gente lo scopra?
Ad oggi l'Islam è un argomento delicato, quasi intoccabile. La gente ha il proprio parere, la gente pensa che siano tutti terroristi, la gente dice, sparla, ci butta chili di letame sopra e poi se ne lava le mani, come se non fosse un nostro problema. Ebbene gente il problema è nostro, il problema è vivo e palpabile con mano ogni giorno. Affrontare argomenti scomodi è sempre stato il mio hobby preferito, devo forse ricordare quando pubblicavo le foto in costume con il sacchetto della stomia in bella vista!? O quando ho cominciato a indossare il turbante e a confondere le persone sul fatto che mi fossi o non mi fossi convertita. Mi sono convertita? Qualcuno di voi lo sa?! Solo (D)io può sapere quello che sto facendo e mi piace l'idea che le persone se lo chiedano in continuazione.....
Un po' come se fosse una preoccupazione, come se cambiasse realmente qualcosa dall'esserlo o non esserlo.
Tornando all'argomento che volevo toccare questa sera con questo primo post dell'anno.

Sto creando una linea di grafiche molto stilizzate, molto dirette ma dal segno leggero con un tema comune: la cultura araba.
Tutte le illustrazioni contengono un mix di parole arabe e inglesi e NESSUNA di queste vuole essere legata a fattori politici o religiosi.
Against the Phobia nasce principalmente per abbattere certi muri e per sostenere quello che la cultura araba può offrire con delle immagini iconiche.
Tajine, lanterne marocchine, teiere e ragazze con il hijab.
Bè, si, lo sapete che ho un debole per il hijab, sicuramente è il pezzo "forte" della collezione ma non vuole essere una provocazione in senso religioso, è più una provocazione in senso: siamo liberi di fare un pò ciò che ci pare.

"Il mio hijab è più figo della tua faccia" è di per sé piuttosto diretto :D
Ma potrei dirlo anche del mio turbante....insomma, avete colto il significato, ve l'ho spiegato...mi sembra tutto chiaro!
E ora resto in attesa di un vostro riscontro. 
Questa volta devo portare avanti la mia idea e lo farò fino alla fine!
E quindi vi lascio il link alla nuova pagina Facebook che sto seguendo #AgainstThePhobia con tutte le nuove grafiche che presto, Inchallah, diventeranno prodotti <3

04/01/17

Lasciate i buoni propositi nel cassetto e liberate i sogni.

Un tempo amavo fare buoni propositi ma quest'anno ho deciso di lasciarli nel cassetto tanto, nei miei cassetti, di sogni non ce ne sono.
Non perché io non sia una sognatrice anzi, tutt'altro, ma perché i sogni non sono fatti per stare nei cassetti.
Sono fatti per darci una speranza, credere in un futuro migliore. Sono fatti per permettere a noi essere umani di progettare e poi realizzare.
Ecco la parola chiave del mio 2017. Realizzazione.

Per giorni ho commesso errori, per mesi li ho portati avanti e i mesi sono diventati anni.
Per anni ho lasciato che le cose "andassero" come dovevano andare.
Ma senza dare una direzione alla nostra vita nulla cambia, niente si risolve.
Sta a noi dare una direzione alle nostre aspettative e per quel che mi riguarda, nulla è impossibile.
Ho vissuto da ameba per lungo tempo pensando mi andasse bene.
Ho sofferto di apatia e di mancanza di aspettativa. L'aspettativa alimenta un pò la speranza, la speranza alimenta i nostri sogni e senza sogni non abbiamo nulla.
Non so voi ma io vivo di sogni.
Sarà che noi bilance siamo cosi.
Siamo sognatori alla continua ricerca di equilibrio e  serenità interiore. 
E io più che mai cerco questo.

Cerco di fare un passo avanti, di allontanarmi dalla mediocrità della quale mi sono circondata e non parlo degli amici, delle persone care, ma della situazione che vivo.
Sentirsi bene con gli altri, amare e dare affetto non significa necessariamente che dentro di noi le cose vadano esattamente come vorremmo e non essere soddisfatti della propria vita non significa necessariamente non amare o non accontentarsi di chi abbiamo vicino.
Ci sono persone che hanno bisogno di prendere il volo, di liberarsi nell'aria e avere la continua certezza di essere persone libere.
La libertà è un concetto che non tutti riescono a capire. Molti di noi la vivono come solitudine e per molti altri la libertà è un macigno pesante incomprensibile da portare avanti da soli.
Ci sono persone che non sanno stare sole, che non comprendono il vero significato di libertà. Essere e sentirsi liberi a parer mio è anche una grande responsabilità.

Come ho già scritto in mille post precedenti, per anni ho fatto a pugni con me stessa.
Per anni cuore e cervello hanno lottato e alla fine mi sono portata avanti una lotta interiore senza risolvere nulla. Ma quest'anno esigo cambiare.

Quest'anno vorrei che tutte quelle ore passate a passeggiare ascoltando musica e fingendo di essere altrove, diventino realtà.
Voglio poter dire alla fine di questi dodici mesi: BENE, CE L'HO FATTA! o per lo meno fare in modo di essere li li per dirlo. Perché la realizzazione di qualcosa avviene nel momento stesso in cui ci muoviamo per far si che diventi realtà.

Quindi si, vi dedico questa illustrazione datata dicembre 2009.
Ai tempi il mio cuore aveva appena ricominciato a battere per qualcuno e il solo amore che provavo mi riempiva il petto di gioia.
Ma i tempi sono cambiati e il mio cuore, oggi, per battere ancora ha bisogno di una bella scossa....

In bocca al lupo Sabrina. Questo 2017 vorrei fosse il tuo anno di svolta.
Finalmente.